Una cosa scritta per Macao, da S.a.L.E. Docks


Il problema non è l’assenza di futuro,
ma l’assenza di altri futuri e l’essenza del presente.
Questa assenza e questa essenza schiacciano
il presente.
La questione del futuro (e dei futuri) riguarda il presente.
Il capitalismo reazionario di oggi ci appare come Capitalismo Reale
ed è peggio del Realismo Capitalista.
Paralisi dell’immaginazione + fascistizzazione del sociale.
Le distopie impallidiscono di fronte ai topoi.
Rivoltare il futuro
significa rompere l’incompatibilità di utopia e progetto
nelle pratiche e nella pratica dell’immaginazione.
Immaginare futuri non significa soccombere
alla teleologia, non significa fidarsi
della storia. Significa non arrendersi, nemmeno quando essa ci appaia come cumulo di catastrofi.
L’immaginazione è costituente
se immagina futuri a partire da pratiche collettive,
se è immaginazione di singolarità e non di individui (magari al maschile bianco),
se sceglie la propria temporalità, se rompe la rassegnazione,
se spezza la continuità, se accade come Kairòs, come momento di rottura.
E’ finito il pensiero della fine, la storia è ripartita, certo in una direzione che non ci piace.
Prendiamo bene la mira.
Non si tratta di invertire la rotta della Storia, ma ancora una volta di vincere
chiunque pensi in termini di una storia sola, in una sola direzione.
Abbattere chi pensa al mondo ideale come UNO, abbattere il fascismo, i fascismi.
Mentre procede l’affannosa ricerca di un soggetto investito di futuro
(ce lo siamo perso per strada)
noi dobbiamo farci evento. Ciò non ha nulla a che vedere con l’evento neoliberale,
quello è una museruola dei possibili, un guardiano della continuità.
Farsi evento significa fare mondi, significa produrre nuovi possibili fuori da ogni binarismo e poi effettuarli.
E’ nel presente dell’evento rivoluzionario, al di là della sua specificità, che si rivolta il futuro.
Questa non è una verità oggettiva, non è un fatto scientifico, è una “scelta di tempo” che vale anche in momenti di reazione.
La rivoluzione, è chiaro, non sta solo nella presa del palazzo di inverno,
ma la rivoluzione è sempre un’epica, è sempre una temporalità
che dice
oggi è un buon giorno per rivoltare il futuro.

#rivoltiamoilfuturo