La lotta per il teatro. #01 OTTOBRE _ Per un lavoro comune sulle arti performative a partire dal cinquantenario del Convegno del Nuovo Teatro a Ivrea

La lotta per il teatro parte da una questione estetica. Le esperienze, le pratiche, le relazioni tra i corpi, le articolazioni degli spazi, le modulazioni acustiche, le manifestazioni vocali, i depositi memoriali e affettivi sono gli orizzonti di questa chiamata.

Interveniamo su due temporalità: quella della storia attraverso cui arrivano le voci del 1967 e quella del presente, dei presenti, dove alcune delle questioni sollevate dal Manifesto di Ivrea continuano a vibrare. Perché il teatro non segue un destino o un cammino teleologico, e la sua storia è sempre dis-orientata.

Non creiamo un evento unico, ma l’avvio di una temporalità distesa nel corso di quattro anni in cui verificheremo, confermeremo, controvertiremo quello che via via emergerà. Per sperimentare un luogo e un tempo condiviso che crei mappe, alleanze, tattiche per un comune possibile.

La prima tappa di questo percorso si terrà a Venezia, nelle giornate del 19 e 20 ottobre, nelle sedi IUAV del Cotonificio (Dorsoduro 2196) e di Palazzo Badoer (San Polo 2468), mentre la sera ci sposteremo al S.a.L.E. Docks (Dorsoduro 265).

La partecipazione è libera e aperta a tutti.
Vi aspettiamo a Venezia.

Silvia Bottiroli, Ilenia Caleo, Piersandra Di Matteo, Enrico Pitozzi, Annalisa Sacchi, Stefano Tomassini

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19 OTTOBRE: COTONIFICIO, AUDITORIUM

ore 9.30 Accoglienza e inaugurazione lavori

ore 10.00 Federico Costanza. “Madrigali sul mentire”. Concerto introduttivo di musica elettro-acustica

ore 11.00 Pausa

ore 11.30 ESTETICHE DEL COMUNE: Campo a cura di Annalisa Sacchi

Al convegno di Ivrea, tra molte altre cose, fu pronunciato e formalizzato un discorso sulle pratiche di gruppo del teatro sperimentale e d’avanguardia. La rivendicazione per un lavoro controegemonico e collaborativo, per forme di ibridazione dei ruoli codificati, e a favore di una inclusività transdisciplinare, produssero, a partire dai primi anni sessanta, operazioni fondamentali nel corpo del teatro e sul teatro come istituto simbolico e come linguaggio. Per la scena che si era riunita a Ivrea era, in definitiva, una questione di guerriglia avanguardistica contro l’estensione illimitata dello spettacolo e le logiche dell’individualismo artistico.
Il campo interroga, con sguardo strabico, gli anni sessanta e il contemporaneo, soffermandosi sulla politica degli affetti che lega certe microcomunità di artisti, sull’osmosi tra le ambientazioni domestiche e private e lo spettacolo come deposito e incontro con il pubblico, sulle forme di marginalità, di inclusione e di nominazione che si realizzano attraverso alcune pratiche performative collaborative e comunitarie.

Parole chiave
Estetica, comunità, individuo, margini

Partecipanti
Jacopo Galimberti, teorico, ricercatore presso Manchester University
Anna Rispoli, artista
Cecilia Guida, curatrice, direttrice UNIDEE Città dell’Arte
Carla Bottiglieri, ricercatrice indipendente
Cosimo Terlizzi, artista, videomaker, performer

REAGENTI: Caterina Serra, Malvina Borgherini, Ilenia Caleo, Chiara Frigo, Roberto Paci Dalò, Francesca Corona, Marco Baravalle

ore 14.00 Tutti sognano la propria musica. Valentina Valentini e Alvin Curran in conversazione

ore 15.00 PRENDERE LA PAROLA: Campo a cura di Piersandra Di Matteo

Nel mettere a problema la nozione di “scrittura drammaturgica” i promotori del Convegno di Ivrea muovono dal “rifiuto di dare un valore preminente alla parola scritta”, rifiuto fondato sulla necessità di assumere nel suo seno tutti gli elementi della ‘contemporaneità’ quali “segni principali dell’evoluzione della società”, rivendicando, sul piano estetico, il diritto “di utilizzare la parola in senso deformante, immaginativo, antilirico…”.
Passando quella nozione alla prova del tempo, e assumendo il fatto che la parola dialogica si sia insediata “nel cuore stesso della produzione del capitale” (P. Virno), il Campo convoca alcune pratiche artistiche che interrogano il pulpito istituito dal palcoscenico del dire, interpellano il radicamento corporeo dell’evento del linguaggio dentro e fuori lo spazio scenico, indagano la postura del parlante nel suo rapporto con una parola sottratta al regime mimetico, prescindono dall’imperialismo del detto per valorizzare la relazionalità che si manifesta attivamente in una parola che si fa sentire come voce.

Parole Chiave
Voce, politica dell’ascolto, presa di parola, postdrammaturgia, narrazione, “fabbrica loquace”

Partecipanti
Francesco Bernardelli (critico e curatore d’arte contemporanea)
Massimo Conti (artista e co-fondatore di Kinkaleri)
Anna de Manincor (filmaker e co-fondatrice di ZimmerFrei)
Simone Derai (regista e co-fondatore di Anagoor)
Lucia Farinati (ricercatrice Kingston University, Londra)

REAGENTI: Valentina Valentini, Pier Mario Vescovo, Enrico Malatesta, Carlotta Scioldo, Federica Giardini, Giuseppe Allegri

ore 16.30 PRATICHE PREFIGURATIVE: Campo a cura di Silvia Bottiroli

Il Manifesto di Ivrea rivendicava la necessità di smarcarsi da una logica di mantenimento dello stato di fatto, chiamando figure impegnate in ambiti diversi – ricerca estetica, politiche culturali e cura delle modalità produttive e fruitive – a rispondere a una necessità di coesione, generata dal trovarsi di fronte a problemi fondamentalmente analoghi.
In questa stessa prospettiva, il campo intende convocare alcune pratiche artistiche e curatoriali di fronte alla possibilità di “prefigurare” il futuro, aprendo nel presente squarci di un altrove grazie a un approccio tattico che si muove fuori da territorialità definite, con pratiche tese a creare scenari, pratiche artistiche, pubblici e forme di società che non esistono ancora. Che cosa significa operare seguendo una tensione prefigurativa? Come si dialoga con qualcosa che non esiste ancora? E come “pratiche prefigurative” (Graziano 2017) possono generare nuovi processi istituenti?

Parole Chiave
Prefigurazione, processi istituenti, curatela, modalità produttive e fruitive, tattica, “non-ancora”.

Partecipanti
Cesare Pietroiusti, artista e co-fondatore Fondazione Lac o Le Mon
Luigi De Angelis, artista e co-fondatore di Fanny&Alexander
Umberto Angelini, Sovrintendente del Teatro Grande di Brescia e curatore di Triennale Teatro dell’Arte di Milano
Valeria Graziano, Middlesex University Londra
Linda Di Pietro, RENA e Terni Festival

REAGENTI: Cristina Kristal Rizzo, Daniela Cattivelli, Marco Pustianaz, Carmelo Marabello, Livia Andrea Piazza, Roberta Da Soller

ore 18 fine lavori

ore 21.00 al S.a.L.E. Docks
Forme del lavoro e produzione artistica. Una discussione pubblica (con interventi di Ilenia Caleo, Giuseppe Allegri, Marco Baravalle, Roberta Da Soller, Sabrina Marchetti, Stefano Brilli e altre/i)

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20 OTTOBRE: PALAZZO BADOER, AULA TAFURI

ore 9.30 Incontro scenico-poetico-ragionato con Carlo Quartucci e Carla Tatò

ore 11.30 Pausa

ore 12.00 CREARE ISTITUZIONI: Campo a cura di Ilenia Caleo

Il campo riarticola la chiamata di Ivrea – fin dalla sua collaborazione con l’Olivetti – a pensare simultaneamente l’estetico e il politico. Con Deleuze, possiamo descrivere le istituzioni come luoghi in cui tendenze e desideri riescono ad avere incidenza sul reale, e in cui il mondo diventa disponibile come spazio per l’azione. La dimensione corporea è determinante: ciò con cui entriamo in contatto ci modella. Le pratiche istituenti generano sistemi di prossimità, in cui linguaggi, esperienze, saperi, abitudini, posture si riproducono, e in cui variazione/codificazione, differenza/ripetizione sono sempre da rimettere in gioco. Come creare nuove istituzioni? Nell’epoca della fine delle mediazioni politico-sociali, le istituzioni artistiche possono funzionare come spazi di mediazione? Quali strategie creative le pratiche artistiche possono suggerire all’azione nel presente? Di quali autonomie ha bisogno il lavoro artistico e creativo, e in quali soggettività si incarna? Esercizi di immaginazione politica per allenare le pratiche a un’arte del possibile.

Parole chiave
Nuove istituzioni, corporeità, pratiche culturali, soggettività, sperimentazione, spazio, assemblaggi.

Partecipanti
Federica Giardini, filosofa, Università RomaTre e Iaph-Italia
Giuseppe Allegri, ricercatore in Scienze Politiche, co-fondatore di BIN-Italia e Il Quinto Stato
Cristina Kristal Rizzo, dancemaker
Livia Andrea Piazza, ricercatrice e dramaturg

REAGENTI: Mario Lupano, Marco Baravalle, Jacopo Galimberti, Anna Rispoli, Cesare Pietroiusti, Luigi De Angelis, Valeria Graziano, Aleksandra Jovicevic

ore 14.30 ATTIVISMO DEL PASSANTE (E NUOVE ALLEANZE)): Campo a cura di Stefano Tomassini

Il campo interroga la possibilità di ripristinare il circolo relazionale tra teoria, azione politica/istituzionale e pratica artistica, per rimettere in gioco questioni e problemi che sono (tenendo fede a Ivrea) di mobilitazione. Da una parte c’è senz’altro l’attivismo dello spettatore che non può più rivendicare estraneità politica nella sua passività ricettiva, ma che nel suo ‘non fare’ si espone silenzioso allo sguardo dell’altro, e alle istituzioni che devono sperimentare ricomposizioni dinamiche capaci di trasformazione e rinnovamento; dall’altra, c’è quella che Judith Butler chiama alleanza dei corpi, attraverso cui nuovi temi e questioni vengono rivendicate come piani di interrogazione e/o di resistenza: l’intrattenimento in rapporto agli spazî, alle comunità e alle costruzioni di identità di genere, alle esperienze del lavoro collettivo come forma performativa sociale, non meno che alle indagini sulla frontiera dell’etica, in merito alla forma, al suono e all’azione poetica.

Parole Chiave
Attivismo, spettatorialità, nuovi sistemi comunitarî, danza sociale e antisociale, cittadinanza artistica, tattiche di frontiera.

Partecipanti:
Marco Pustianaz, anglista e teorico queer
Carlotta Scioldo, dramaturg
Chiara Frigo, performer e coreografa
Francesca Corona, curatrice e organizzatrice

In video:
Michela Lucenti, danzatrice e coreografa, fondatrice di Balletto Civile
Simona Bertozzi, danzatrice e coreografa

REAGENTI: Umberto Angelini, Francesco Bernardelli, Linda Di Pietro, Silvia Bottiroli, Richard Crow, Cecilia Guida

ore 16.00 TEATRI DEL SUONO: Campo a cura di Enrico Pitozzi

Il campo si orienta intorno ai temi della «drammaturgia sonora» in ambito teatrale e performativo. Il convegno di Ivrea ha messo in luce la necessità di valorizzare – nell’analisi complessiva del fatto scenico – il modo in cui il suono, concepito nella sua veste strettamente musicale e di emissione vocalica, determina e orienta la visione e l’interpretazione dell’immagine scenica, istituendo così una relazione tra i territori della «nuova musica» e quelli del «nuovo teatro». In questo orizzonte di senso, l’approccio che intendiamo dare alla discussione tende a rintracciare nella storia recente della sperimentazione musicale (strumentale, elettroacustica ed elettronica), gli elementi di continuità e rottura che informano i territori della scena contemporanea, teatrale e coreografica, dando vita a un vero e proprio teatro del suono. L’indagine condotta nei territori della contemporaneità non può prescindere, infine, da una riflessione sulle modalità di ricezione dello spettatore, in particolar modo nella ridefinizione delle sue facoltà d’ascolto, tema che – una volta di più – mette in stretta relazione gli studi musicali e quelli teatrali nella definizione di un ambiente all’interno del quale lo spettatore è immerso.

Parole Chiave
Suono-musica, immagine acustica, ambiente, immersione, ascolto, dispositivi tecnologici, materia acustica.

Partecipanti
Veniero Rizzardi (Università Cà Foscari Venezia; Conservatorio Statale di Musica “C. Pollini” di Padova)
Daniela Cattivelli (musicista, compositrice e performer)
Enrico Malatesta (percussionista e sound artist)
Roberto Paci Dalò (compositore, regista, sound artist, co-fondatore Giardini Pensili)

REAGENTI: Carla Bottiglieri, Lucia Farinati, Simone Derai, PIersandra Di Matteo, Giulia Vismara, Gioele Peressini

S.a.L.E. Docks
ore 18.30 CargoCollective Disappear One a film by Graeme Thomson & Silvia Maglioni (117′, 2015)

ore 21.30 Live set di Daniela Cattivelli
ore 22.30 live set di Giulia Vismara
ore 23.30 Dj set di Richard Crow

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“La lotta per il teatro #01” fa parte del progetto quinquennale “INCOMMON. In praise of community. Shared creativity in arts and politics in Italy (1959-1979)”, finanziato dall’European Research Council (ERC Starting Grant 2015) e diretto da Annalisa Sacchi
L’evento è organizzato da IUAV Università di Venezia in colaborazione con S.a.L.E. Docks

https://www.in-common.org/