Edizione su classe, razza, genere, cura, sessualità, rivoluzione, magia.

Un modo informale per ricominciare a trovarsi in presenza, corpi nello spazio, non visi sullo schermo. Un aperitivo. Un momento di ascolto e di dialogo. Un luogo aperto, ma intimo. Un modo fuori dalla frenesia dell’evento culturale. Un tempo tranquillo per condividere passioni agitate. Il tutto, ovviamente, condito da buona musica. 

LE REGOLE

Ogni ospite ha 20 minuti a disposizione. 

Ogni ospite può scegliere di presentare uno o più esempi tra: 

– una canzone o un ascolto della durata massima di 5 minuti

– un video della durata massima di 5 minuti

– una brano da un libro, da altra opera o una poesia

– un’immagine

Unico criterio, l’oggetto scelto deve essere pertinente ai seguenti temi: classe, razza, genere, cura, sessualità, rivoluzione, magia. L’ospite userà il tempo restante per commentare ciò che presenta. 

Allo scadere dei 20 minuti, saranno dedicati 10 minuti a domande o chiacchiere. Poi via all’ospite successivo.

Gli eventi si terranno nel rispetto delle norme anti-covid19.


1 luglio h 19.30
- Matteo Giannasi
- Corinne Mazzoli con Alessio Mazzaro
- Caterina Serra 
- Pierpaolo Capovilla
9 luglio h 20.30 
- Stefano Tomassini
- Marianna Andrigo
- Moulaye Niang
- Annalisa Sacchi
15 luglio h 19.30
- Maria Morganti
- Sabrina Marchetti
- Frullatorio (David Angeli e Marco tonino)
- Leo Amati (Venezia Hardcore)


Gli ospiti

Leo Amati: non mi piace parlare di me stesso, una cosa sicura la posso dire: amo profondamente i videogiochi. Laurea al TARS, membro del collettivo VENEZIA HARDCORE e TRIVEL dal giorno zero. Globe trotter come bassista SLANDER. Mi occupo di produzioni audio e video. Non mangio le lumache.

Marianna Andrigo (1982) coreografa e performer, dal 2009 produce i suoi lavori in collaborazione con Aldo Aliprandi, sound artist e performer: realizzano performance site specific, durational, concerti, unendo i codici della danza alla performance art. Importante la loro collaborazione con il duo VestAndPage (D-It) nella creazione di Venice international Performance Art Week, percorso di eventi dedicati alla performance art e laboratori nato nel 2012. Mai mask, ultima produzione del 2018, è stata realizzata grazie a DanceMe, progetto di Perypezye Urbane, con il contributo di MIBAC. Ha lavorato come interprete per Teatro Valdoca (Cesena), Teet Kask (Estonia), Sonia Brunelli (Verona), Jennifer Rosa (Vicenza), Teatro Potlach (Roma), Eventi Verticali (Sardegna), il Posto (Venezia), ha collaborato con vari musicisti approfondendo la relazione suono-movimento, in particolare con l’etichetta Electronicgirls. Dal 2010 produce spettacoli di danza verticale come Vertical Waves Project. Dal 2014 è presidente di Live Arts Cultures, associazione impegnata nella gestione di C32 Forte Marghera, Venezia, spazio-progetto a sostegno di nuove produzioni nell’ambito delle arti dal vivo.

Pierpaolo Capovilla, classe 1968, è un musicista ed autore della scena indipendente italiana. Cantante e bassista di uno dei gruppi seminali degli anni ’90, gli One Dimensional Man, nel 2005 fonda il gruppo Il Teatro degli Orrori, con cui si cimenta nelle sonorità a lui consuete, questa volta però cantando in italiano. Il Teatro degli Orrori è diventata una delle band più note ed apprezzate dalla critica e dal pubblico in Italia.Il mai celato amore per la poesia lo spinge a cimentarsi in reading letterari dei suoi lirici più amati, da Majakovskij a Esenin, da Pier Paolo Pasolini ad Antonio Delfini, fino al recente progetto meta-teatrale, “Interiezioni”, su testi di Antonin Artaud e Carmelo Bene.Nell’ opera di Capovilla sono certamente distinguibili la sua devozione per la tradizione del rock più sanguigno di matrice americana, l’affezione per la poesia e la drammaturgia russe, ma anche la passione civile e l’attaccamento ai valori democratici, sempre ribaditi nei concerti e negli incontri pubblici.

Frullatorio (David Angeli e Marco Tonino) è uno show satirico nato dalla collaborazione tra la compagnia “H2O non potabile”, la  videomaker Ginevra Formentini, il cantautore Alberto Bettin e Cineclub Venezia. I ritmi televisivi dello show dal vivo scandiscono una serie di interviste, gag, canzoni, classifiche, doppiaggi e video che si rivolgono ai problemi del contemporaneo, con particolare attenzione al contesto veneziano.

Matteo Giannasi (1974), docente e consulente di organizzazioni culturali, insegna Pensiero Critico, Politiche della cultura e Beni culturali e turismo a Ca’ Foscari. Ha pubblicato saggi e articoli su temi di fenomenologia, epistemologia e filosofia politica.

Sabrina Marchetti, Professora associata in sociologia presso l’università Ca’ Foscari di Venezia. Si occupa di genere, lavoro e migrazione, in particolare nel settore domestico e della cura, in una prospettiva postcoloniale e intersezionale.

Corinne Mazzoli: artista visiva nata a La Spezia, si diploma all’Accademia di Belle Arti di Firenze nel 2008. Nel 2012 consegue la Laurea Specialistica in Arti Visive all’Università Iuav, Venezia.
Si avvale di vari media, video, performance, installazioni. Al centro del suo processo c’è un’attenzione particolare al corpo femminile e alla sua rappresentazione nei media.
La sua è una costante ricerca su invisibilitá e ipervisibilitá, su strategie audiovisive di inganno, su mode e follie, diffuse attraverso internet. Nel 2019 ha partecipato a To be Here and There, curata da Dolomiti Contemporanee a Pieve di
Cadore. La sua performance The Party Wall è stata presentata a Venezia parte di Handle With Care, a cura del laboratorio curatoriale della galleria AplusA e a Torino nel festival House of
Displacement, a cura di Campo Base, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. Nel 2019 è vincitrice del premio MOVIN’UP 2018/2019, promosso da MiBAC, GAI, GA/ER grazie al quale partecipa alla residenza The Lab Program a Città del Messico.
Collabora attivamente con Art Workers Italia.

Alessio Mazzaro (Dolo, 1985): Artista visivo e Ingegnere Ambientale, performer e ricercatore di storie. Lavora sul confine tra performer, spettatore e testimone, e indaga, nello spazio pubblico, l’agency del cittadino sul
reale e sull’arte. Ha ricongiunto le due metà di un villaggio per creare un’immagine orale collettiva dell’incendio nazista che le aveva divise (Un lavoro per Camporovere), riaperto l’Edinost -primo giornale ad avere donato parola all’opposizione antifascista in Europa- e ha creato un Club dove “fare niente”, come atto eroico di trasgressione contro un sistema
educativo e sociale che ci vuole multitasking e capaci di lavora sotto pressione (The Do Nothing Club). Recentemente ha realizzato workshop di narrazione e lecture al Centre for Global
Migration Studies e Max Plack Institute for ethnic and religious diversity (Gottingen, DE), l’Universitè de Montreal, l’Istituto italiano di Cultura di Montreal e il quartiere Aurora di Udine.
Collabora attivamente con Art Workers Italia all’interno del Tavolo Modelli Esteri.

Maria Morganti è nata a Milano nel 1965, ora vive e lavora a Venezia. È un’artista che ha messo al centro della propria pratica l’esperienza del colore inteso come materia e traccia dell’esistenza. Le sue opere sono sedimentazione di tempo e si manifestano come diari cromatici. Quello che l’artista produce quotidianamente nell’isolamento del suo studio attraverso un ritmo preciso, un colore al giorno, viene messo successivamente in relazione con altri mondi, nel tentativo di innescare un contatto tra la propria interiorità e lo spazio esterno e condiviso. Per la stessa ragione, la volontà di connettere il dentro con il fuori e spinta dal desiderio di trovare degli interlocutori per innescare un dialogo, ha raccolto, registrato, catalogato, descritto ogni cosa in un lavoro Un archivio del tempo, reso accessibile nello spazio virtuale del web. 

Moulaye Niang, anche chiamato Muranero. Sono nato a Dakar da una grande famiglia di artisti ed artigiani. Dopo aver trascorso infanzia ed adolescenza tra Parigi e il Senegal, arrivo nel 2000 a Venezia perché innamorato della lavorazione del vetro dopo aver visto il maestro Costantini all’opera. Per pagare la scuola del vetro Abate Zanetti a Murano svolgo varie professioni, dalla pulizia dei bagni pubblici fino a tecnico specializzato in riparazione macchine frigorifere. Dopo aver conseguito il diploma alla scuola apro la bottega, ormai attiva da 15 anni, con il nome di Muranero. Con mia moglie creiamo gioielli in vetro di Murano e teniamo workshop per chi vuole apprendere la tecnica della lavorazione a lume. Suono inoltre batteria e percussioni, e nel corso degli anni collaboro con moltissimi musicisti, da Pietro Tonolo a Tay LeBlanc a Baba Cissoko, arrivando negli ultimi anni ad approfondire sempre di più i profondi ritmi africani collaborando a stretto contatto con il chitarrista Peace Diouf. Il progetto che nasce da questa simbiosi artistica affonda le sue radici nella parte più profonda della cultura musicale africana, con contaminazioni blues e jazz. Definiamo la nostra musica “Gass”, che in wolof significa “scavare”. E proprio questa è l’intenzione che porto sia nella musica che nella lavorazione delle perle di vetro: cercare, scavare nella cultura africana, per poter portare in superficie, rivestire di nuova energia, condividere e creare un ponte tra due continenti.

Annalisa Sacchi è Professore Associato di Estetica del teatro e Direttore del Corso di Laurea in Teatro e Arti performative presso Iuav. Dirige, come Principal Investigator, il progetto quinquennale “INCOMMON. In praise of community. Shared creativity in arts and politics in Italy (1959-1979)” , vincitore di un ERC Starting Grant. ra le sue pubblicazioni recenti: Il posto del re. Estetiche del teatro di regia nel modernismo e nel contemporaneo (Bulzoni, 2012), e la traduzione e curatela di Filosofi e uomini di scena di Freddie Rokem (Mimesis, 2013). Sul lavoro della Socìetas Raffaello Sanzio ha pubblicato Shakespeare per la Socìetas Raffaello Sanzio (ETS, 2014) e con Enrico Pitozzi Itinera. Trajectoires de la forme Tragedia Endogonidia (Actes Sud, 2008). 

Caterina Serra, scrittrice e sceneggiatrice. Ha vinto nel 2006 il premio Paola Biocca per il reportage letterario con “Chiusa in una stanza sempre aperta”, da cui ha avuto origine il romanzo- reportage (Einaudi, 2008). Il suo secondo libro Padreterno è uscito nel 2015 sempre per Einaudi. È sceneggiatrice di film documentari come Napoli Piazza Municipio (Bruno Oliviero, Premio per il miglior film documentario al Festival del Cinema di Torino, 2008), di Parla con lui (Elisabetta Francia, 2010) e autrice del soggetto e della sceneggiatura di Piccola Patria (Alessandro Rossetto, Venezia ’70 sezione Orizzonti, 2013). Con lo stesso regista ha lavorato al film presentato alla ‘76 Mostra del cinema di Venezia Effetto domino tratto dal romanzo di Romolo Bugaro, Einaudi. Collabora all’ideazione di Immemoria con il coreografo e ballerino Francesco Ventriglia, Teatro alla Scala, Milano, maggio 2010. È ideatrice e drammaturga della performance Somapolis, MACRO, Roma 2019. È autrice di Displacement – New Town No Town, (fotografie di Giovanni Cocco), un progetto di scrittura e fotografia, esposto al MACRO di Roma nell’ambito del Festival Internazionale della Fotografia 2015 (Quodlibet 2015), e in esposizione al Centre de la Photographie di Ginevra nel 2020. Scrive regolarmente per il settimanale “L’Espresso”, collabora come autrice con “Il Manifesto”, “La Repubblica” e con la rivista online “Minima&Moralia”. È ideatrice e autrice della Rivista Virale “Alcol/:id 19. Sta scrivendo il suo terzo romanzo. 

Stefano Tomassini è ricercatore a Iuav dove si occupa di coreografia, drammaturgia e performance; scrive di danza su Artribune.