Black Motion
agosto 15, 2010 at 15:22 , by S1
S.a.L.E. presenta “Black Motion: Diasporic Body, Identity and Emotions” una mostra di video e fotografie curata da Annalisa Butticci & Sale, coprodotta da Sale, Dipartimento di Sociologia dell’Università di Padova e dalla Fondazione Cariparo.
Black Motion mostra i lavori di Abraham Onoriode Oghobase (Nigeria), Aldo Sodoma e Jonathan Emma (Italia), Alessandro Monte (Italia), Alfredo Munoz de Oliveira (Portogallol), Andrew Esiebo (Nigeria), Angelo Aprile (Italia), Cristina Vasconcelos (Portogallo), Filippo Massellani (Italia), Matteo Danesin (Italia), Nadia Ferroukhi (Francia), Pepe Danquart (Germania), Qudus Onikeku (Francia/Nigeria) and TY Bello (Nigeria).
La mostra esplora il complesso mondo delle emozioni che emergono dai corpi diasporici africani negli spazi europei. Le foto e i video esaminano l’esperienza del corpo e la relazione tra movimento, emozioni e identità. Le immagini rappresentano i corpi come principali focus e locus del potere emozionale. Un potere negoziato negli scenari europei contemporanei, all’interno di una quotidianità segnata dalle economie neoliberali, dallo sfruttamento delle comunità migranti e da pericolose politiche identitarie.
Il S.a.L.E. è uno spazio di produzione e sperimentazione artistica indipendente.
Black Motion e il S.a.L.E. propongono una narrativa visuale in cui trovano spazio inedite percezioni dei corpi, del movimento e del potere delle emozioni.
Per informazioni: S.a.L.E. Docks, saledocks@gmail.com, tel 346 3542192. S.a.L.E. Docks si trova ai Magazzini del Sale, Dorsoduro 187, vicino a Punta della Dogana, Venezia.
S.a.L.E. presents “Black Motion: Diasporic Bodies, Identity and Emotions” a video and photographic exhibition curated by Annalisa Butticci & Sale co- produced by Sale and the Department of Sociology, University of Padova, Italy.
Black Motion features works of 13 artists from France, Germany, Italy, Nigeria, and Portugal. The 13 artists forming part of the exhibition are Abraham Onoriode Oghobase (Nigeria), Aldo Sodoma e Jonathan Emma (Italy), Alessandro Monte (Italy), Alfredo Munoz de Oliveira (Portugal), Andrew Esiebo (Nigeria), Angelo Aprile (Italy), Cristina Vasconcelos (Portugal), Filippo Massellani (Italy), Matteo Danesin (Italy), Nadia Ferroukhi (France), Pepe Danquart (Germany), Qudus Onikeku (France/Nigeria) and TY Bello (Nigeria).
The exhibition explores the complex range of emotions that emerges from black bodies’ movements in European spaces. The photos and videos examine the relation between motion, emotions, and identity asserted through the experience of the body. The imagery represents the body as the primary focus and locus of emotional power negotiated in contemporary European settings of neoliberal economies, exploited migrant communities, and insidious identity politics.
S.a.L.E. is an innovative and independent space of artistic production and experimentation where art is conceived as a means to affect deep and lasting social change and to challenge many of the society’s deepest-rooted assumptions. Black Motion and Sale proposes a captivating visual narrative with the promise of a change that will affect the perceptions of black Diasporic bodies’ power of motion and emotions.
For media inquiries, please contact: S.a.L.E. Docks, saledocks@gmail.com, 346 3542192. S.a.L.E. Docks is located at Magazzini del Sale, Dorsoduro 187, near the Punta della Dogana, Venice.
Ombre || Schatten – Il video della mostra
giugno 11, 2010 at 20:43 , by admin
Il commento di Marianna Perazzini su Ombre || Schatten.
giugno 10, 2010 at 14:03 , by admin
OMBRE || SCHATTEN
Ci sono luoghi, come i magazzini del Sale, che si fanno contenitori perfetti del racconto;
ci sono mostre, come Ombre || Schatten di Ugo Carmeni e Thomas Ewald che sembrano nate unicamente per abitare quel luogo, un luogo che trasuda ancora tutta la sua storia.
Il percorso narrativo della mostra scorre lungo le pareti saline, sussurrando con mesto rispetto le iconiche tracce di un universo oggi abbandonato, dimenticato, quello dell’ex arcipelago ospedaliero della laguna di Venezia.
Lo sguardo dei fotografi si insinua tra le architetture e si fa medium fisico ed affettivo dell’evento; il loro occhio diventa il testimone attento di quei luoghi intrisi di memoria, ne indaga le rovine, catturando le ombre di una realtà che è stata, di un passato prossimo di cui, ciò che resta, rimane sospeso in uno stato di lirica pietas. Pareti scrostate, telefoni muti, letti divelti dalla furia dell’abbandono, sospesi e congelati in uno scatto, mentre dalle finestre senza più vetri si scorge il colore di una natura cresciuta selvaggiamente.
Il mesto silenzio di queste immagini poi si rompe, oggettivandosi nella messa in mostra di quelli che erano gli strumenti del mestiere, gli oggetti della cura, dello studio, della medicina, salvati dall’oblio e trasformati in elementi di contemplazione al centro dello spazio espositivo, ma che sprigionano ancora l’acre profumo del ricordo della loro antica funzione.
L’apice emotivo della narrazione si srotola tra le immagini di un frammento di pellicola, ennesimo reperto scampato all’incuria e al silenzio di quei luoghi, posizionata ad hoc a conclusione del percorso espositivo. Un plus, se vogliamo, ma fondamentale per la comprensione storica della mostra nella sua complessità. Da questo momento tutto ciò che poteva essere legato ad un immaginario inevitabilmente lontano si concretizza duramente, svelandosi ai nostri occhi carichi di pietà; ora, quel documento permette alle immagini fotografiche di caricarsi di senso, di vestirsi di un significato che prima non ci era concesso conoscere, mostrandoci le tracce di un’umanità concreta, di eroi senza potere, silenziose vittime del proprio destino.
Da questo momento, il nostro sguardo rivolto alla narrazione fotografica non potrà più essere lo stesso sguardo.
Marianna Perazzini
ombre || schatten – salute mentale, sostanze, carcere.
maggio 24, 2010 at 14:53 , by admin

nota sul convegno:
Il Collettivo di Psicologia, nato sulla scia delle mobilitazioni dell’Onda Anomala dello scorso anno, è inserito nel più ampio percorso del Collettivo Interfacoltà che vede protagonisti studenti dei diversi corsi di laurea dell’Università di Padova.
Il lavoro di questo collettivo trova nelle problematiche relative alla dimensione studentesca, all’interno e all’esterno dell’Università, e ai processi di autoriforma, il suo campo di intervento. Inserita nel percorso di autoformazione nasce l’idea di realizzare all’interno della Facoltà di Psicologia un seminario, che vede nella sua costruzione e realizzazione il protagonismo degli studenti che vivono ogni giorno la loro Università.
Ciò che ci ha spinto a ideare questo progetto è la necessità di approfondire con sguardo critico alcune questioni attuali che riguardano fenomeni sociali della realtà odierna, che ci riguardano come psicologi in formazione, ma anche e prima di tutto come soggetti attivi nelle nostre città, e che difficilmente trovano uno spazio di confronto e approfondimento all’interno della formazione accademica che ci viene proposta.
L’aver partecipato al convegno internazionale sulla Sanità Mentale tenutosi a Trieste dal 10 al 14 Febbraio 2010, ci ha offerto interessanti spunti di riflessione rispetto al legame tra l’approccio istituzionale alla Sanità Mentale, quello all’uso di sostanze e al ruolo che, in questi, giocano le istituzioni totali in Italia.
Critical Book & Wine
maggio 21, 2010 at 11:16 , by admin


Critical Book & Wine
Venezia, Sale Docks 20 − 23 maggio 2010
Giovedì 20 Maggio
Apertura ore 16.00.
Ore 18.00 – incontri.
Narrare il Nord-Est oltre la crisi.
Attorno al romanzo “Bea Vita! Crudo Nord Est” di Romolo Bugaro.
Con Romolo Bugaro, Tiziano Scarpa, Roberto Ferrucci e Stefano Micelli modera Giuseppe Caccia
ore 19.30 – percorsi di condivisione
degustazione “valpolicella bio” delle aziende Villabellini e Monte dell’Ora – S.Pietro in Cariano (Vr) ed assaggi con gli inquilini della cohousing “Rio Selva” – Preganziol (Tv) che auto-producono il pane bio nel forno a legna e con la cooperativa sociale “Campoverde” – Castelfranco (Tv)
ore 21.00 – incontri
Stefano Fierli presenta “Il cinquantunesimo giorno. Memoria di una guerra di sabbia” (Robin Edizioni) [ http://www.sherwood.it/Dalle-frequenze-di-radio-Sherwood]
Ore 22.00 visioni
Live dei Grimoon: gruppo italofrancese, pop cinematografico con il loro ultimo album “Super8”
[http://www.grimoon.com/]
venerdì 21 maggio
Apertura ore 16.00.
Ore 18.00 – incontri.
Claudio Calia e Luca Tornatore presentano il numero speciale di Burp! Deliri Grafico Intestinali : “Il dente e la lingua” – Reportage grafico dal cop15 di e con Valerio Camposeo e Sara Bartoletti
ore 19.30 – percorsi di indipendenza
degustazione dei vini dell’azienda Vicentini Orgnani – Valeriano, Pinzano al Tagliamento (PN)
assaggi in saor: sardee della laguna con Stefano Fiorin
ore 21.00 – visioni
“L’invasione dei supernormali e la resistenza degli uomini talpa” di e con Action 30!
Performance-dibattito con proiezioni, racconti, musica, disegni dal vivo, eseguiti da Giuseppe Palumbo. [http://www.action30.it/]
ore 22.00 – visioni
Frito Rebelde dj-set /RRRocco & Dade / indie-rock-elettronica
sabato 22 maggio
Apertura ore 15.00.
Ore 17.00 – incontri
“I segreti del Canal Grande” video-narrazione di e con lo scrittore Alberto Toso Fei
18.00 – visioni
19.00 PickuP: una commedia noir a 5 mani
del collettivo Manyhands Entertainment (Antonio Augugliaro, Chiara Battistini, Andrea Cavallari, Gianluca Chierici e Sebastiano Leddi) [http://www.manyhands.it/MH/PickuP.html]
19.00 – percorsi bio
degustazione “Ortodi Venezia”, vino dell’azienda di Michel Thoulouze – isola di Sant’Erasmo, Venezia
e assaggi bio dell’Erboristeria Cibele (Venezia)
21.00 – incontri
Franca Berbenni presenta “Libri in prestito”
22.00 – visioni
El Gallo Rojo Records presenta: Baron Karza
piero bittolo bon: sax alto, clarinetto basso, alfonso santimone: tastiere, elettronica, massimiliano sorrentini: batteria [www.elgallorojorecords.com/index.php]
Domenica 23
Apertura ore 15.00
Incontri – Questa terra è la mia terra
16.00 Laura Bettanin presenta: “Finchè l’erba crescerà…” (transeuropa edizioni)
17.00 Nello spazio Ya Basta: presentazione del progetto “Azucar do Brazil” e delle carovane Brasile e Chiapas estate 2010 [www.yabasta.it]
19.00 – percorsi “la laguna ritrovata”
degustazione di vini dell’associazione La Laguna nel bicchiere (isola della Giudecca, Venezia)
e dei prodotti degli orti sinergici dell’associazione “Spiazzi Verdi” [http://spiazziverdi.blogspot.com/]
20.00 – assaggi critici
degustazione del “Pignoletto” dell’Azienda agricola biologica Alberto Tedeschi, Monteveglio (Bologna) e dei latticini del Caseificio Morandi Oriano – Anguillara Veneta (Padova)
21.00 – visioni
Pierpaolo Capovilla – one dimensional man / il teatro degli orrori legge Majakovskij
22.00 – visioni
Live: Bologna Violenta [ HYPERLINK "http://www.myspace.com/nicolamanzan"http://www.myspace.com/nicolamanzan]. Gli allestimenti del CB&W sono curati da rebiennale.org utilizzando materiali recuperati e riprogettati.
L’arte della sovversione. Multiversity al NABA
maggio 14, 2010 at 14:17 , by admin

NABA, Nuova Accademia di Belle Arti Milano e S.a.L.E Docks
invitano alla presentazione del libro:
L’arte della sovversione. Multiversity: pratiche artistiche contemporanee e attivismo politico.
A cura di Marco Baravalle.
18 Maggio 2010, h. 18.30
Intervergono: Atelier d’Architecture Autogérée, Marco Baravalle, Antonio Caronia, Marco Scotini, Bert Theis, Tiziana Villani
NABA
Spazio Elastico (Ed. Amaranto, aula 16)
Via Darwin, 20, Milano.
Martedì 18 maggio presso la Nuova Accademia di Belle Arti Milano, si terrà la presentazione del libro “L’arte della sovversione. Multiversity: pratiche artistiche contemporanee e attivismo politico”, a cura di Marco Baravalle, edito da Manifestolibri editore.
Alcune domande avevano convinto, nel maggio 2008, UniNomade e S.a.L.E. della necessità di organizzare “Multiversity”, il seminario internazionale su arte e attivismo da cui, proponendo un’articolazione dei discorsi prodotti in quell’occasione, è nato questo libro.
Che rapporto intercorre tra componente cognitiva del lavoro e arte contemporanea? Esiste un potere sovversivo della creatività? Chi detiene la potenza di creare? Quali sono i dispositivi capitalistici della cattura della produzione culturale? Quali modalità mettere in atto per ribaltare questa cattura? Quali movimenti hanno saputo individuare e mettere in crisi i meccanismi istituzionali della sussunzione? Come si coniugano, nel mercato artistico, libertà espressiva e cristallizzazione all’interno di logiche finanziarie? Come funziona la messa a valore della metropoli nei processi dell’economia culturale? Cosa significa parlare di arte contemporanea come governance? Che rapporto si costituisce tra politica e creatività? Come si fa inchiesta nella fabbrica della cultura?
Questi interrogativi, in varia misura e con approcci differenti, hanno ispirato gli interventi di Antonio Negri, Antonella Corsani, Maurizio Lazzarato, Judith Revel, Brian Holmes, Matteo Pasquinelli, Andrea Fumagalli, Tommaso Cacciari, Giuseppe Caccia, Alberto De Nicola, Gigi Roggero, Angela Vettese, Chiara Bersi Serlini, Anna Daneri.
Parallelamente, un altro filone di discorso è apparso in filigrana sia nei giorni del seminario che nelle pagine del libro. Ricorriamo, come sopra, ad una serie di domande per tentare di esemplificarlo. Che rapporto intercorre tra opera d’arte e produzione di soggettività? Cosa si intende per arte femminista e cosa significa articolare un discorso di genere in questo ambito? Come si risponde alla crisi di singolarità che trasforma l’artista stesso in ready-made? Come si intreccia e si trasforma l’arte a contatto con le lotte dei Sans-Papier per i diritti di cittadinanza? Che significato hanno le parole laboratorio, piattaforma e rete rispetto ad influenti pratiche curatoriali degli ultimi anni e alla loro contestualizzazione dentro all’attuale modello della produzione? Cosa emerge quando l’arte si fa macchina, concatenandosi alle nuove tecnologie e divenendo strumento di produzione di soggettività? Cosa significa mettere in mostra il dissenso? A queste domande hanno tentato di dare risposta gli interventi di Claire Fontaine, Marko Stamenkoviç e Vincent Meessen, Giovanna Zapperi, José Pérez de Lama, Hans Ulrich Obrist, Marco Scotini e ancora, i già citati Holmes, Lazzarato, Vettese, Bersi Serlini.
Digital Commons
maggio 6, 2010 at 12:52 , by admin

Digital Commons
VEGA – Parco scientifico e tecnologico di Venezia
Via della Libertà 12, 30175 Marghera.
Promosso da S.a.L.E. Docks, Associazione culturale AKA, in collaborazione con UniNomade, VEGA Parco scientifico e tecnologico di Venezia e Assessorato all’Informatizzazione e alla Cittadinanza Digitale, Comune di Venezia.
Leggi la presentazione su Global Project.
Ascolta la presentazione del seminario di Marco Baravalle.
Programma:
Venerdì 7 maggio
15.00 Lavoro autonomo e rete: terza generazione?
Composizione tecnica e rivendicazioni politiche del lavoro in rete
Chair: Luca Casarini, Globalproject / UniNomade
- Paolo Zabeo, Centro studi CGIA Mestre
- Sergio Bologna, ACTA (video intervento)
- Andrea Fumagalli, Università di Pavia / UniNomade
- Michele Vianello, direttore Vega
18.00 Antropologia e linguaggio della rete
Chair: Francesco Raparelli, Globalproject / UniNomade
- Paolo Virno, Università Roma Tre
- Emanuele Bottaro, HCE
Sabato 8 Maggio
10.00 Il valore della rete: un’economia di pari
Chair: Tiziana Terranova, Istituto Univ. Orientale Napoli
- Gianfranco Bettin, assessore alla Cittadinanza Digitale, Comune di Venezia
- Michael Bauwnes, Peer to Peer Foundation
- Sadie Plant, ricercatrice indipendente
- Matteo Pasquinelli, Queen Mary University of London
15.00 Il comune messo al lavoro
Chair: Benedetto Vecchi, il Manifesto
- Geert Lovink, Institute of Network Culture, Amsterdam
- Nick Dyer-Withefort, University of Western Ontario
- Toni Negri, filosofo
- Giorgio Griziotti, consulente informatico
- Discussants: Gigi Roggero, Alberto de Nicola
Spritz in Black
maggio 6, 2010 at 03:03 , by admin

Spritz in Black
Venerdì 7 maggio dalle 18.00
Cineforum e conferenza con Anita Daulne
Proiezione del film “Mizike Mama”.
Sarà presente Anita Daulne (cantante afropean e fondatrice del gruppo Zap Mama).
Spritz in Black Party
Black, Afrobeat and Soul music
Biografia Anita Daulne (Congo/Belgio):
Docente di polifonia, cantante, compositrice e performer.
Anita e Marie Daulne (Zap Mama) ritrovano le loro origini culturali sia nel Congo che nel Belgio. Per molti anni hanno lavorato all’evoluzione musicale di canti tradizionali e al contributo che essi hanno dato al mondo occidentale come complemento della musica moderna Europea e Americana.
Per diverso tempo esse hanno esplorato questo mondo sonoro per estrarne specifici percorsi didattici, in particolare sugli aspetti essenziali delle differenti pratiche vocali nel mondo. Un considerevole lavoro, internazionalmente riconosciuto, che è valso alle Zap Mama la nomination ai Grammy Awards USA.
Al medesimo tempo esse hanno desiderato di condividere l’eccellenza della loro ricerca musicale in ambito europeo ed americano, dove troppo spesso la musica etnica è considerata inaccessibile. I CD delle Zap Mama hanno dato un buon contributo a questo approccio interculturale.
Quella delle Zap Mama è una cultura musicale “Afro-europea” (Afro-pean), una fertilizzazione incrociata perfettamente proporzionata, la quale, pur mantenendo il suo specifico aroma etnico, lo miscela con quello moderno. Incrementare la conoscenza del canto tradizionale rende più consapevoli di se stessi e delle proprie potenzialità di relazione con questa musica, oltre a far maturare la capacità di protendersi verso il mondo.
Il lavoro delle Zap Mama mira a dimostrare che i canti di tutto il mondo sono accessibili a chiunque ami e desideri comprendere e condividere altre culture, per scoprire altri modi di pensare, ridere e vivere lietamente in mezzo agli altri.
Tale lavoro consiste nell’insegnare e nel celebrare questo universo musicale, nel promuovere tecniche vocali insolite o mai conosciute nelle accademie musicali occidentali e nell’adeguare tali ambiti operativi così da metterli alla portata di tutti.
Il materiale di tali percorsi è maturato viaggiando in ogni parte dell’Africa, apprendendo, scambiando e condividendo informazioni con griots e bardi, donne Tuareg, Pigmei, Zulu, a Dongon, Peuhl, Mangebetu e in molti altri luoghi, elaborando le tecniche dello yodel, del canto e contrappunto, del tuilage (una variante del canone), del richiamo e risposta (responsorio). Al semplice scopo di rendere consapevole il mondo occidentale di alcune delle ricchezze esistenti altrove.
Questo lavoro ha avuto un tale successo che persino le accademie, i conservatori e le università hanno richiesto alle Zap Mama di esporlo e insegnarlo. Tra queste Istituzioni, l’UCE University di Birmingham, l’Università di San Diego in California, il Conservatorio di Copenhagen, la School of Rhythm di Aarhus in Danimarca, l’Università di Leuven; oltre a inviti in Svezia e molti altri Paesi, inclusa l’Italia, e presso Associazioni corali classiche in Francia e Belgio.





